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| Ma siamo impazziti? Siamo davvero alla frutta. |
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Messaggio
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| foxwilly |
Inviato: Sab Ott 16, 2010 5:33 pm Oggetto: |
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Registrato: 03/03/10 16:15 Età: 39 Messaggi: 201 Residenza: Roncadelle di Ormelle (TV)
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E a che serve un call center se poi la situazione degli operatori italiani è la seguente.....
Che cacchio ti possono rispondere ???
La fuga dei call center
Romania o Albania, soprattutto. Ma anche Brasile, Tunisia o Argentina. Chi dovesse rivolgersi al call center di qualsiasi operatore italiano ha sempre più probabilità che la propria richiesta venga evasa da operatori di quei paesi. Nulla da obiettare, ovviamente, sull’attività chi sarà dall’altra parte della cornetta. Tuttavia le scelte di Wind, Telecom, Vodafone e compagnia che, per risparmiare sul costo del lavoro, hanno deciso di trasferire all’estero una parte delle chiamate, mettono a rischio almeno 4mila posti nei call center italiani. A lanciare l’allarme è il sindacato delle telecomunicazioni Cgil dopo numerosi segnali arrivati dai delegati di tutta Italia. Da qui un lungo lavoro da cui è nata una prima mappa delle delocalizzazioni (vedi in fondo all’articolo). Al momento non è possibile quantificare con precisione quanti siano i lavoratori che operano all’estero per aziende italiane, e questo è già un primo indicatore di come in questo settore manchi trasparenza. La certezza è che in queste settimane vanno predisponendosi i sistemi operativi e le postazioni, molte delle quali partiranno col nuovo anno.
LA CATENA DEI SUBAPPALTI. Le esternalizzazioni non si svolgono sotto forma di appalto diretto: i grandi committenti (Telecom, Sky, Fastweb, Vodafone ecc) operano infatti tramite subappalti con i loro principali fornitori (tra cui Almaviva, Comdata, Teleperformance, E-Care e Wsc) e sono poi questi ultimi a traslocare oltre confine. Va chiarito che, almeno sulla carta, gli obiettivi sarebbero differenti: ci sono quelli dei committenti, che per risparmiare indicono gare al massimo ribasso spingendo indirettamente gli outsourcer a lasciare l’Italia. L’obiettivo di questi ultimi è opposto: rimanere sul mercato interno risulterebbe infatti più redditizio e permetterebbe di operare su territori meglio controllati senza il rischio di rimanere ostaggio dei committenti. C’è poi una terza ipotesi, cioè che i diversi livelli del subappalto possano in qualche modo accordarsi, in particolare con aiuti nella fase di start-up e nella formazione. A conti fatti, il costo del lavoro dei paesi emergenti è circa un quarto di quello italiano e spostarsi lì potrebbe convenire a molti.
LA MAPPA DELLE DELOCALIZZAZIONI. Wind ha annunciato il trasferimento di attività in Romania e in Albania per un equivalente di almeno 300-400 lavoratori: dirigenti di società romene sono già in contatto con il centro di lavoro di Pozzuoli e il tutto dovrebbe partire nel 2010. H3g, società guidata da Vincenzo Novari, già oggi lavora in outsourcing circa la metà delle chiamate grazie a contratti con aziende di Tirana, Bucarest e Tunisi per un totale di 400 operatori (tra cui la Wsc). Nel corso di un recente incontro con i sindacati, l’azienda ha comunicato che intende lavorare in house esclusivamente i clienti a “cinque stelle”. Al momento, sono in corso trattative per portare ad almeno 600 il totale della forza lavoro estera (sviluppo in Argentina). Nel caso di Bt, invece, la catena del subappalto è quanto mai complessa da ricostruire; ciò che si può affermare è che oggi sono circa un centinaio gli operatori in Romania e in Albania. Vodafone-Tele 2: tramite i suoi principali fornitori (Comdata, Comdata Care, E-Care, Transcom) sono già attivi subappalti in Romania per circa 300 addetti, e in programma ci sono ulteriori ampliamenti; in corso di definizione ci sarebbero anche altri subappalti in Albania. Quanto a Telecom Italia, una stima di massima identifica in almeno 500-600 i lavoratori che opereranno per l’azienda in Tunisia (dove sono già iniziate le selezioni del personale), Albania e Romania, mentre ci sono trattative con un’azienda operante in Turchia. Per Fastweb ci sono diverse attività in subappalto sono attualmente lavorate sempre in Albania e in Romania, anche se per soli picchi produttivi da parte di fornitori. Infine Sky: attualmente i suoi clienti a maggior valore sono dirottati su call center operanti in Albania per circa 200 operatori. _________________ Son d'accordo per la non risposta, quando la domanda è provocatoria, al contrario tendo a rispondere per educazione....e rispetto altrui |
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| dragon |
Inviato: Sab Ott 16, 2010 6:16 pm Oggetto: |
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Registrato: 25/02/07 13:21 Età: 29 Messaggi: 1226 Residenza: Lugo di Vicenza
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e Coma Volevasi Dimostrare ti è stato spiegato il motivo di quella mail e che era stato fatto tutto secondo previsto e tu invece di ammettere l'errore (non mi sono nemmeno sognato di pensare che avresti potuto anche chiedere scusa delle offese che hai fatto) cerchi di arrampicarti sugli specchi sul fatto che la connessione è comunque stata bloccata per mancati pagamenti... posso solo farti i complimenti. _________________ "stanco di ripetere sempre le solite cose" |
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| Cloro |
Inviato: Sab Ott 23, 2010 7:47 pm Oggetto: Chiedo scusa. Di cuore. |
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Registrato: 23/09/09 13:53
Messaggi: 29
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Torno su questa discussione solo per porgere le mie più sentite scuse a tutti.
Mi rendo conto di come il mio comportamento in effetti sia stato fuori luogo e offensivo, così come certe espressioni che ho usato.
Abbiate pazienza, è un periodaccio per me (soprattutto lavorativamente parlando), e a volte sbotto improvvisamente con reazioni eccessive. Me ne rendo conto sempre troppo tardi, purtroppo.
Quindi domando pubblicamente scusa sia all'amministrazione (che va premiata per il suo lavoro e non denigrata) e a tutti coloro si siano sentiti offesi dalle mie parole.
Mi spiace molto.
Scusate ancora. |
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| renzoma |
Inviato: Sab Ott 23, 2010 8:26 pm Oggetto: Re: Chiedo scusa. Di cuore. |
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 2° avvertimento
Registrato: 22/10/08 13:14 Età: 45 Messaggi: 176 Residenza: Bevadoro di Campodoro
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| Cloro ha scritto: | Torno su questa discussione solo per porgere le mie più sentite scuse a tutti.
Mi rendo conto di come il mio comportamento in effetti sia stato fuori luogo e offensivo, così come certe espressioni che ho usato.
Abbiate pazienza, è un periodaccio per me (soprattutto lavorativamente parlando), e a volte sbotto improvvisamente con reazioni eccessive. Me ne rendo conto sempre troppo tardi, purtroppo.
Quindi domando pubblicamente scusa sia all'amministrazione (che va premiata per il suo lavoro e non denigrata) e a tutti coloro si siano sentiti offesi dalle mie parole.
Mi spiace molto.
Scusate ancora. |
come si dice - tien botta e come ripeteva Bertoldo dopo la pioggia viene il sereno e qundi passerà anche questo momento negativo
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