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| L'Fbi chiude Megaupload e Megavideo |
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| Trew |
Inviato: Ven Gen 20, 2012 1:04 am Oggetto: L'Fbi chiude Megaupload e Megavideo |
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 SUPER MOD 
Registrato: 06/01/07 17:00 Età: 26 Messaggi: 3867
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Pugno di ferro degli Stati Uniti contro la pirateria digitale: l'Fbi, in collaborazione con il Dipartimento della Giustizia americano, ha chiuso il sito Megaupload.com e Megavideo.com, ottenendo l'arresto del fondatore e di altre tre persone.
Megaupload è uno dei più noti e più imponenti archivi di film, musica e software, spesso pubblicati senza autorizzazione. Secondo l'accusa, l'attività di Megaupload è costata più di 500 milioni di dollari in mancati profitti ai leggittimi detentori del copyright.
Il fondatore del sito, Kim Schmitz, e altri tre sono stati arrestati in Nuova Zelanda su richiesta delle autorità statunitensi. Altre due persone sono ricercate e numerose altre due risultano incriminate. L'atto di forza arriva a 24 ore dallo sciopero di internet 1 per protestare contro il Sopa, la legge antipirateria in discussione al Congresso che, secondo molte internet company tra cui Google e Wikipedia, metterebbe a repentaglio la libertà di espressione online.
Tecnicamente Megaupload si presenta come un "cyberlocker", una sorta di magazzino tramite il quale gli utenti possono archiviare file troppo grandi da spedire via e-mail per condividerli in via riservata con altre persone. Un uso del tutto leggittimo nel quale si innesta una zona grigia di illegalità, poiché molti caricano file protetti da copyright e poi diffondono il link per scaricarli su forum e blog, mettendo di fatto in piedi un giro di contenuti pirata. Megaupload guadagna vendendo pubblicità sulle sue pagine e facendosi pagare da gli utenti che vogliano scaricare più di un certo numero di file a velocità più elevata.
In un comunicato pubblicato poco prima della chiusura, Megaupload bollava come ridicole le accuse di violazione del copyright, affermando che "la stragrande maggioranza del traffico generato dal sito è legale. Siamo qui per restare", garantiva Megaupload, aprendo al dialogo con l'industria dell'entertainment che, scrivevano gli autori del messaggio, "vuole avvantaggiarsi della nostra popolarità".
Di tutt'altro avviso il Dipartimento di Giustizia, secondo il quale Megaupload "ha riprodotto e distribuito illegalmente su larga scala copie illegali di materiale protetto da copyright, tra cui film - anche prima dell'arrivo in sala - musica, programmi televisivi, libri elettronici e software. Le accuse nei confronti degli indagati sono pesanti: associazione a delinquere finalizzata all'estorsione, al riciclaggio e alla violazione del diritto d'autore. Rischiano oltre 50 anni di prigione ciascuno.
(19 gennaio 2012) © RIPRODUZIONE RISERVATA
Fonte: http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/01/19/news/pirateria_chiuso_megaupload_megavideo-28445149/ _________________ 5GHz goes through air.
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| Trew |
Inviato: Ven Gen 20, 2012 1:06 am Oggetto: |
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 SUPER MOD 
Registrato: 06/01/07 17:00 Età: 26 Messaggi: 3867
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mi sono permesso di cercare per voi una foto del personaggio in questione
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| coach |
Inviato: Ven Gen 20, 2012 1:26 am Oggetto: |
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 ADMIN 
Registrato: 06/01/07 16:58 Età: 31 Messaggi: 1060 Residenza: Verona
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Cazzarola!
E i nostri soldi???
Io lo usavo spesso per archiviarmi files anche di lavoro come backup o per far scaricare files grossi, senza dover utilizzare qualche FTP -.-
...dovranno fare la stessa cosa anche per tutti gli altri... rapidshare.com, fileserve.com, etc,etc... no? _________________ LEGGETE IL REGOLAMENTO
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| coach |
Inviato: Dom Gen 22, 2012 4:30 pm Oggetto: Erano ben 1,7 milioni gli utenti italiani di Megaupload |
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 ADMIN 
Registrato: 06/01/07 16:58 Età: 31 Messaggi: 1060 Residenza: Verona
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E' iniziata la grande guerra del copyright ma gli Usa frenano sulla legge anti pirati
Dopo la Camera, anche il Senato degli Stati Uniti rinvia l'esame delle nuove norme contro il file-sharing. Eppure, secondo esperti e attivisti, la chiusura di Megaupload è il primo passo di una nuova offensiva. Che potrebbe colpire anche Google e Facebook
È cominciata l'offensiva in grande stile ai baluardi della pirateria su internet, fino a ieri intoccabili. Altri siti simili a Megavideo e Megaupload cadranno e certo saranno sostituiti da alternative analoghe. Gli utenti nel breve periodo digeriranno la vicenda quindi con un po' di ricerche online, a caccia di altri siti, ma è nei prossimi mesi che potrebbe arrivare l'effetto maggiore e per niente scontato: mentre infatti anche il Senato degli Stati Uniti ha rinviato dopo le proteste la discussione sulla legge antipirateria (una decisione analoga a quella già presa dalla Camera 1), l'industria del copyright cercherà di restringere la libertà di azione di siti che ora ci appaiono del tutto legali, come Google, Facebook, Youtube. E' questo il senso dei commenti, a caldo, dei maggiori esperti di diritto d'autore su internet.
Il punto sono insomma gli effetti a cascata, globali, che partono da quella che in fondo è l'azione poliziesca delle autorità di un singolo Paese, gli Stati Uniti. Su questo ha trovato da ridire persino la commissaria europea per le nuove tecnologie Neelie Kroes, oggi: perché "l'azione unilaterale" delle autorità Usa impatta immediatamente sugli utenti anche europei. Persino su quelli che avevano usato legalmente Megaupload. Già, perché "Megaupload era un hard disk virtuale su internet e utenti anche italiani ci mettevano anche i propri file, legali, foto e documenti", nota Fulvio Sarzana, avvocato tra i massimi esperti di diritto d'autore su internet. "Adesso hanno perso tutto. Senza averne colpa e senza nemmeno che ci sia stato l'intervento di un'autorità del loro Paese", continua. È un effetto paradossale della doppia natura di internet: è uno strumento di accesso globale alle informazioni, che però sono presenti su server fisici, soggetti alle azioni giudiziarie di singoli Paesi.
Erano ben 1,7 milioni gli utenti italiani di Megaupload, secondo una stima di Fimi (Federazione industria musicale italiana). Più di eMule (990 mila utenti). Ma al primo posto, nei gusti degli italiani a caccia di musica e film, ci sono i circuiti torrent (8 milioni di utenti). Le alternative insomma abbondano, soprattutto per siti tipo Megaupload. Gli utenti infatti vi trovavano musica, film, riviste dopo aver seguito link presenti su altri siti, come forum e blog. Ma su questi ci sono anche link, per le stesse opere, verso molte alternative: Filesonic, Fileserve, Mediafire, Depositfiles e decine di altri. Megaupload era il più usato tra questi, certo, ma sarà presto sostituito. Sono numerosi anche i siti con film in streaming. Megavideo aveva la collezione più ricca, ma gli altri adesso cresceranno occupando l'assenza del gigante oscurato.
Fin qui l'effetto nel breve periodo. Nel giro di qualche settimana però succederà qualcos'altro, probabilmente: "E' evidente che l'industria del copyright ha deciso di avviare l'offensiva e quindi se la prenderanno anche con altri siti simili", dice Guido Scorza, avvocato esperto di questi temi. A conferma, si stanno muovendo con crescente aggressività anche le autorità italiane: "Stavamo per ottenere, da un tribunale, il blocco dell'accesso degli utenti italiani a Megaupload e Megavideo. L'Fbi ci ha anticipati: meglio così", dice Enzo Mazza, presidente di Fimi. Rincara la dose Riccardo Tozzi, presidente Anica: "Siamo favorevoli alla chiusura di quei due siti, che non sono altro che un'iniziativa di business illegale", osserva. "Non è corretto difenderli tirando in ballo la libertà di espressione. Ne sono anzi una minaccia, perché danneggiano il presupposto economico di chi si esprime con musica e film".
Alla chiusura dei siti seguirà l'azione giudiziaria, dall'esito incerto. Cioè in teoria i gestori potrebbero essere assolti e i siti venire riaperti: "non ho nulla da nascondere", ha detto ancora oggi Kim Schmitz, uno dei fondatori di Megaupload, durante l'udienza preliminare. "Certo è che nessun sito finora, simile a quei due, è stato condannato da un giudice; si è sempre trattato, anche in Italia, di sequestri preventivi- dice Scorza. Tuttavia credo che la condanna sia più probabile dell'assoluzione". Il motivo: finora questi siti, e i loro analoghi, si sono giustificati dicendo di essere puri intermediari; e che la responsabilità degli illeciti era solo degli utenti che caricavano sui siti i file pirata. "E' stata la stessa argomentazione di The Pirate Bay, un sito di torrent, che però è stato già condannato; e quello che faceva era anche meno grave: si limitava a indicizzare i file, in un motore di ricerca, mentre questi due siti li ospitavano direttamente sui propri server", spiega Scorza. Le autorità infatti stanno affermando il principio secondo cui quei siti sono illegali perché totalmente organizzati (con lucro, per altro) intorno all'attività pirata. Sarebbero quindi colpevoli di ricettazione e agevolazione alla pirateria.
Ma la caduta di questi giganti potrebbe avere un altro effetto, che riguarda davvero tutti: appassionati di file pirata e non. Di fondo, l'argomentazione "siamo solo intermediari puri, la responsabilità è dell'utente" è quella che regge buona parte di internet; è quella che permette a piattaforme come Google, Facebook, Youtube di operare senza rischiare ogni minuto multe salatissime per le azioni dei propri utenti. Idem per i provider che forniscono servizi di accesso a internet. "Temo insomma che si finirà per buttare il bambino con l'acqua sporca e che, per difendere il copyright, verranno colpiti anche i siti non orientati alla pirateria", dice Andrea Monti, avvocato fondatore dell'Alcei e noto per le battaglia per i diritti degli utenti su internet.
Monti e Scorza hanno un sospetto: che l'attacco a quei due siti sia una reazione alla battaglia di internet contro la proposta di legge Sopa. Che appunto mira ad appesantire le responsabilità, per la pirateria online, in capo a tutti i siti, anche quelli "normali". Confermano il collegamento tra i due aspetti- la mossa dell'Fbi e la battaglia per la libertà di internet- anche i commenti di Mazza: "Google e Wikipedia riflettano sulle loro battaglie per le libertà digitali visto che cosi difendono aziende criminali come Megaupload".
(20 gennaio 2012)
fonte: repubblica.it _________________ LEGGETE IL REGOLAMENTO
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| skywarp |
Inviato: Ven Mar 23, 2012 11:16 am Oggetto: |
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Registrato: 23/09/07 15:52 Età: 30 Messaggi: 173 Residenza: Monteforte d'Alpone
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| Per curiosità, ora che non più MegaVideo, si nota la differenza sulla banda usata dagli utenti? |
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| gluca |
Inviato: Ven Mar 23, 2012 6:14 pm Oggetto: |
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Registrato: 05/02/09 12:56
Messaggi: 6
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credo che sostanzialmente gli utenti si sono riversati su altri siti.
Per chiudere gli altri, beh non necessariamente, alcuni sono già corsi ai ripari bloccando il caricamento dei video e/o limitando drasticamente la velocità massima raggiungibile.
Credo che comunque megaupload sia stata un po' l'agnello sacrificale per far alzare le orecchie un po' a tutti. |
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